Casa Lodi

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La spesa a Casa Lodi…così, due cosette da provare

Sarà che sono una ragazza di campagna e di posti come questo sento la mancanza nella mia quotidianità milanese, ma veder spuntare Casa Lodi in via Cappellari mi ha messo di buon umore.
Siamo tra Piazza Diaz e il retro di San Satiro, nel centro che più centro non si può. Dove, per capirci, ti trovi circondato da bar che propongono la “vera cucina italiana” sciorinata su un menù plastificato in tre lingue con foto inquietanti di piatti che mangeresti solo se all’estero e in preda alla disperazione.

E poi apre questo temporary store pieno di delizie lodigiane (in questo caso bisogna ringraziare Expo), un ampio e luminoso locale su due piani con piccola cucina, dove è possibile degustare i prodotti in vendita. L’idea è semplice e brillante: portare a Milano quello che, nonostante la vicinanza, qui non si trova facilmente: riso, salumi e formaggi di qualità e al giusto prezzo, tutti provenienti dalla provincia di Lodi. Ed ecco che un gruppo di produttori intraprendenti decide di riunirsi e aprire questa vetrina temporanea.

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Pannerone a perdita d’occhio

E’ Angelo Carena, uno dei soci, a farci da cicerone e a guidarci attraverso le eccellenze del territorio: il Pannerone in primis, presidio Slow Food e fiore all’occhiello del Caseificio Carena, ma anche il mascarpone (fatto secondo la ricetta tradizionale che risale addirittura al medioevo), il quartirolo (da sballo) e il taleggio. Per chi non ha problemi di linea c’è la torta di noci artigianale: un tripudio di gorgonzola e mascarpone di cui non potrete più fare a meno (e al diavolo la prova costume!)
Il mio fidanzato (che si intende di donne, moto e formaggi) ha chiesto asilo politico nel negozio dopo aver visto una forma di gorgonzola al cucchiaio.

Oltre ai formaggi, freschi e stagionati, ci sono ottimi salumi (ho assaggiato prosciutto crudo e salame…super!) e diversi tipi di riso, dal Carnaroli al Venere al riso rosso.
Un tempio di meraviglie gastronomiche, ma senza trascurare chi ha problemi di intolleranze: qui sono in vendita anche farine di riso e i biscotti senza glutine, e, se decidete di fermarvi a mangiare, si può contare sempre su un piatto vegetariano nel menù.
E poi taglieri, “micche” (cioè panini) imbottiti, primi e piatti unici, tutto cucinato con gli ingredienti provenienti dalle cascine lodigiane.

Il risultato delle filosofia “dal produttore al consumatore” si riflette nei prezzi più che onesti (soprattutto considerando la qualità dei prodotti).

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Il prezzo è giusto: abbiamo le prove!

Casa Lodi rimarrà aperto fino a dicembre, poi chissà. Io segretamente spero che decidano di prolungare l’apertura…visto che ormai è una tappa fissa della mia spesa settimanale.

Casa Lodi
Via Cappellari 3 Milano
Orari: 10.00 – 20.00
www.casa-lodi.it

A Milano c’è TRAMÉ, il locale dedicato al tramezzino veneziano (quello vero…)

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Quando ho sentito dire che a Brera aveva aperto un locale che proponeva tramezzini veneziani, devo confessare che ero piuttosto scettica: l’accoppiata vincente di farcitura abbondante e prezzo pop, che rende inimitabile “el tramesìn”, mi sembrava un miraggio per gli standard milanesi…
Dunque mi aspettavo, nell’ordine: prezzi pazzi e il solito pane in cassetta con un misero velo di ripieno.
Ma mi è bastato entrare da Tramé e dare un’occhiata al bancone per vincere ogni diffidenza: un tripudio di soffice pane bianco rimpinzato a dovere di abbondante ripieno, che regala al tramezzino la caratteristica forma panciuta, “a sorriso”.

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Quattro ragazzi alla loro prima esperienza nel campo della ristorazione hanno fatto centro proponendo un cibo di strada semplice, sfizioso e tipicamente italiano, dove la scelta accurata di ingredienti di prima qualità si coniuga a prezzi davvero per tutte le tasche.
Poche e semplici le regole da seguire: un morbido pane in cassetta, con doppia lievitazione a fermentazione naturale, una maionese leggera fatta in casa (eh già, e la differenza si sente già dal primo boccone…), materie prime freschissime e selezionate con cura. Per quanto riguarda il ripieno, spazio libero alla fantasia, tra più di trenta varianti suddivise in quattro famiglie:
Rialto: tramezzini gourmet, con abbinamenti ricercati
San Marco: tramezzini saporiti ai salumi
Lido: tramezzini gustosi al pesce
Canal Grande: tramezzini vegetariani
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Anche i prezzi del locale, a dispetto della zona, rispettano la consuetudine veneta: 2,50 euro per il classico tramezzino (San Marco; Lido; Canal Grande), 3 euro per i gourmet (Rialto).
Se la tradizione è tipicamente veneziana, per le farciture preparatevi a fare il giro d’Italia: dallo speck alla nduja, tutte le regioni sono ben rappresentate.

Lo sapevi che…
Il termine “tramezzino”, da “tra-mezzo”, nasce durante il Fascismo: in epoca di autarchia linguistica era necessario sostituire la parola “sandwich” (con buona pace del conte inglese inventore dei panini) con un suono più familiare. Così, su suggerimento di Gabriele D’Annunzio, venne fuori tramezzino (che sta nel mezzo). Anche se a contendersene la paternità sono Torino e Venezia, è senz’altro a quest’ultima che si deve il primato della caratteristica forma a sorriso, gonfia, panciuta e stracolma di ripieno, che ha conquistato schiere di turisti di tutto il mondo a partire dagli anni ’50.

Inutile dire che all’ora di pranzo il locale è sempre pieno. Per conto mio, vi consiglio di provarlo a colazione con il cappuccino. Difficile da credere, ma una volta sperimentato, sarà difficile farne a meno…

Insieme ai tramezzini, TRAMÉ celebra la tradizione dello Spritzetto veneto, qui finalmente a un prezzo civile (3,50 euro), rarissimo al di là dei confini della Serenissima. La ricetta originale prevede Prosecco, Seltz, ghiaccio, scorzetta di limone e, a scelta, Aperol, Campari, Cynar e persino Select, il bitter tipicamente veneziano difficile da trovare fuori dalla Laguna.
E i milanesi, si fidano…?
I milanesi sono curiosi e si lasciano conquistare dalle novità. Dopo le prime resistenze, ora Select batte Aperol di lunghezza” spiega con orgoglio Jiamshid Rachtian, veneziano doc e socio di Tramè.
In più, lo Spritz viene proposto anche in versione da passeggio: “da campo” (piazza, in veneziano) in bicchiere rock di plastica rigida per essere consumato all’aperto, o “da viaggio”, confezionato tipo il caffè di Starbucks.
Per chi preferisce andare sul classico, c’è un’ottima selezione di vini (tutti segnalati dal Gambero Rosso) con prezzi al calice dai 3,50 a 6 euro e cocktail a 6,50 euro.
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Insomma, dalla colazione all’aperitivo, passando per la pausa pranzo e la merenda, ogni scusa è buona per fermarsi da TRAMÉ, a maggior ragione visto che nei prossimi verrà inaugurato il dehor di fronte dalla Basilica di San Simpliciano. L’appuntamento è per sabato 5 luglio dalle ore 18.00, per l’occasione due spritz al prezzo di uno!

A Brera è in corso una vera rivoluzione in salsa veneta: tra non molto, c’è da scommetterci, aspettiamoci di sentir parlare di “campo” San Simpliciano

Tramé
Piazza San Simpliciano – ang. Corso Garibaldi 22
20121 Milano (MI)
info@venetiantrame.it
www.tramé.it
Aperto tutti i giorni dalle 8:30 alle 22
Anche take away

Great life, low budget

Ebbene sì, anche la Milano Food Week avrà il suo risvolto low cost.
Venite a scoprirlo sabato 17, dalle 17.00 in poi, alla Gelateria Scarlatti 5 con l’evento Great life, low budget.
Insieme a me ci sarà Irene Pollini Giolai (stylist, blogger, giornalista, illustratrice, ma soprattutto abilissima cuoca) per un divertente spettacolo di cucina con tanti trucchi e strategie di sopravvivenza urbana.
Al termine del cooking show ci sarà una squisita sorpresa made in Scarlatti 5 per tutti i partecipanti…
L’evento è a ingresso libero, vi aspetto!
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Great life, low budget
Gelateria Scarlatti 5
Via Scarlatti 5
Milano
sabato 17 maggio 2014
ore 17.00
ingresso gratuito

Bikram: il Fight Club dello yoga

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Immaginate di stare in una sauna con una temperatura soffocante (più di 40 gradi e il 50% di umidità) e di dover eseguire una sequenza di 26 pose dinamiche, brevettata da un intraprendente maestro indiano.  Ognuna di queste posizioni vi costerà sudore e fatica…ma per affrontare con dignità la prova costume si è pronti a questo e altro.
Questo, in sintesi, è il Bikram Yoga, conosciuto anche come Hot Yoga.
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L’idea di base è riprodurre il clima tropicale dell’India, la culla dello yoga: in un ambiente caldo è possibile stirare i muscoli senza il rischio di farsi male, si eliminano le tossine e l’acido lattico, si purifica il corpo e la pelle.
Sotto delle grandi lampade che emanano una temperatura improbabile si eseguono le 26 pose (o asana), che alternano allungamento, compressione, equilibrio, forza e flessibilità. Ogni postura realizzata rende più elastici e tonici muscoli, tendini, legamenti e articolazioni, preparando così il corpo per quella successiva. Questo esercizio non solo rimodella il corpo e aiuta (pare) a migliorare la funzionalità degli organi interni, ma permette di bruciare un buon numero di calorie: tra le 400 e le 600 per ogni sessione di lavoro.
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Le regole del Bikram, che vi mostrano prima di entrare nella sala-sauna per la vostra prima lezione, assomigliano un po’ a quelle del Fight Club:

  • Vietato uscire dalla sala: il tuo obiettivo è resistere per tutti i 90 minuti
  • Se ti senti male (!) sdraiati, ma non uscire (questa di solito non ti rende molto tranquillo quando la leggi…)
  • Indossa abiti leggeri, da allenamento. (Gli uomini spesso si presentano in costume da bagno, le donne, più dignitosamente, al limite azzardano pantaloncini corti. Io me ne infischio e indosso dei semplici leggings, nonostante i pantaloni lunghi siano fortemente sconsigliati.)
  • Porta con te dell’acqua (ma rassegnati: potrai dare il primo sorso solo dopo 25 minuti di pratica)
  • Porta un asciugamano (ne avrai bisogno) e un tappetino yoga (in alternativa lo trovi direttamente al centro).
  • Meglio praticare senza cibo nè liquidi nello stomaco. (Ecco perché si dimagrisce, devi digiunare!)
  • Per un massimo beneficio, si consiglia di praticare almeno tre volte a settimana (se sopravvivi)

Infine, qualche norma di comportamento:

  • Arriva puntuale (mi sembra il minimo)
  • Niente telefoni cellulari nella sala yoga (idem)
  • No gomme o cibo nella sala yoga (come sopra)
  • No profumi, acqua di colonia, creme corpo durante la pratica (?!)
  • No gioielli o orologi durante la pratica
  • Gli oggetti smarriti si terranno per una settimana prima di essere dati in donazione ad enti umanitari (tienilo presente prima di togliere gioielli e orologi…)

Quello che le regole non dicono: terminata una sessione sarai pervaso da un senso di benessere diffuso, ma…sarai impresentabile. Quindi calcola di avere il tempo necessario per fare una doccia, asciugarti i capelli e cambiarti completamente (quello che hai addosso non avrà più nulla di umano).

Nel Bikram, come nello yoga in generale, non è importante eseguire perfettamente le varie posizioni, ma cercare di farlo al massimo delle proprie possibilità. Per questo l’insegnante, in veste di “motivatore”, incita in continuazione a spingervi oltre il vostro limite di flessibilità con colorite espressioni come “blocca il ginocchio” e altre locuzioni che fanno pensare al linguaggio in codice di una strana setta.
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Questa disciplina ha riscosso un grande successo negli USA e tra le star che lo praticano regolarmente ci sono Madonna, Sting, Gwyneth Paltrow, Christy Turlington, Jude Law…più modestamente qui a Milano, soprattutto nelle lezioni serali, potete incontrare modelle, star e starlet del piccolo schermo.

I prezzi, solitamente proibitivi, diventano accessibili grazie all’offerta per i nuovi iscritti: un mese di prova a 55 euro, con ingressi illimitati. Per ammortizzarlo come si deve basta andare un paio di volte alla settimana.
I puristi dello yoga forse storceranno il naso, ma il mio consiglio è di considerare il Bikram come un esercizio fisico aerobico e approfittare della promozione per rimettersi in forma ed eliminare le tossine accumulate durante l’inverno.

Controindicazioni? “Non si è mai troppo malati, non si è mai troppo vecchi, non è mai troppo tardi per iniziare a praticare Bikram Yoga”, dice Bikram Choudhury.
E se lo dice lui, buona camicia a tutti…

Per info:
Bikram Yoga
Via Spontini, 8
Milano
MM1 Lima – MM2 Loreto
spera-bikramyoga.com
Promozione per il mese di prova: 55€ (compresa la quota di iscrizione)- ingressi illimitati

PS. Dopo un mese di pratica assidua, confesso di avere ancora un dubbio che mi attanaglia: che diavolo significa “blocca il ginocchio“?! Mah…

Il Jambellico del mondo!

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Altro che Carnevale di Venezia, quello Ambrosiano si festeggia con qualche giorno di ritardo e in tutt’altra maniera (si sa, a noi milanesi piace distinguerci) …
L’appuntamento è per domani, sabato 8 marzo, con il Carnevale interculturale del quartiere Giambellino,  alias “Jambellico“.

In occasione del “sabato grasso” i giardini di via Odazio e gli spazi del Mercato Comunale, del Laboratorio di Quartiere e della Biblioteca Pubblica saranno animati da esperienze interculturali legate al territorio, alle arti e alla creatività.
Domani sarà il giorno in cui cadono le maschere, come recita lo slogan della manifestazione: “ci vestiamo di noi stessi e nel Giambellino rappresentiamo il futuro di questa città”.
Eh già, perché Milano è un laboratorio interculturale a cielo aperto, un vero e proprio crocevia. E ogni tanto è bene ricordarselo.

Non solo sfilate di maschere e costumi, quindi, ma uno studio fotografico all’aperto, i libri in piazza, il laboratorio di serigrafia, il buffet tra i banchi del mercato, e poi cinema, teatro, jam session (porta il tuo strumento!), e per finire le danze scatenate ai ritmi delle musiche di tutto il mondo.
Insomma, “questo è il Jambellico del mondo…e noi stiamo già ballando!”

Jambellico
Quartiere Giambellino
Giardini di Via Odazio
Mercato Comunale Lorenteggio
Casetta Verde – Via Odazio 7
Sabato 8 marzo a partire dalle ore 10.00
Per il programma completo della manifestazione clicca qui: www.dencity.info

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