A Milano c’è TRAMÉ, il locale dedicato al tramezzino veneziano (quello vero…)

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Quando ho sentito dire che a Brera aveva aperto un locale che proponeva tramezzini veneziani, devo confessare che ero piuttosto scettica: l’accoppiata vincente di farcitura abbondante e prezzo pop, che rende inimitabile “el tramesìn”, mi sembrava un miraggio per gli standard milanesi…
Dunque mi aspettavo, nell’ordine: prezzi pazzi e il solito pane in cassetta con un misero velo di ripieno.
Ma mi è bastato entrare da Tramé e dare un’occhiata al bancone per vincere ogni diffidenza: un tripudio di soffice pane bianco rimpinzato a dovere di abbondante ripieno, che regala al tramezzino la caratteristica forma panciuta, “a sorriso”.

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Quattro ragazzi alla loro prima esperienza nel campo della ristorazione hanno fatto centro proponendo un cibo di strada semplice, sfizioso e tipicamente italiano, dove la scelta accurata di ingredienti di prima qualità si coniuga a prezzi davvero per tutte le tasche.
Poche e semplici le regole da seguire: un morbido pane in cassetta, con doppia lievitazione a fermentazione naturale, una maionese leggera fatta in casa (eh già, e la differenza si sente già dal primo boccone…), materie prime freschissime e selezionate con cura. Per quanto riguarda il ripieno, spazio libero alla fantasia, tra più di trenta varianti suddivise in quattro famiglie:
Rialto: tramezzini gourmet, con abbinamenti ricercati
San Marco: tramezzini saporiti ai salumi
Lido: tramezzini gustosi al pesce
Canal Grande: tramezzini vegetariani
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Anche i prezzi del locale, a dispetto della zona, rispettano la consuetudine veneta: 2,50 euro per il classico tramezzino (San Marco; Lido; Canal Grande), 3 euro per i gourmet (Rialto).
Se la tradizione è tipicamente veneziana, per le farciture preparatevi a fare il giro d’Italia: dallo speck alla nduja, tutte le regioni sono ben rappresentate.

Lo sapevi che…
Il termine “tramezzino”, da “tra-mezzo”, nasce durante il Fascismo: in epoca di autarchia linguistica era necessario sostituire la parola “sandwich” (con buona pace del conte inglese inventore dei panini) con un suono più familiare. Così, su suggerimento di Gabriele D’Annunzio, venne fuori tramezzino (che sta nel mezzo). Anche se a contendersene la paternità sono Torino e Venezia, è senz’altro a quest’ultima che si deve il primato della caratteristica forma a sorriso, gonfia, panciuta e stracolma di ripieno, che ha conquistato schiere di turisti di tutto il mondo a partire dagli anni ’50.

Inutile dire che all’ora di pranzo il locale è sempre pieno. Per conto mio, vi consiglio di provarlo a colazione con il cappuccino. Difficile da credere, ma una volta sperimentato, sarà difficile farne a meno…

Insieme ai tramezzini, TRAMÉ celebra la tradizione dello Spritzetto veneto, qui finalmente a un prezzo civile (3,50 euro), rarissimo al di là dei confini della Serenissima. La ricetta originale prevede Prosecco, Seltz, ghiaccio, scorzetta di limone e, a scelta, Aperol, Campari, Cynar e persino Select, il bitter tipicamente veneziano difficile da trovare fuori dalla Laguna.
E i milanesi, si fidano…?
I milanesi sono curiosi e si lasciano conquistare dalle novità. Dopo le prime resistenze, ora Select batte Aperol di lunghezza” spiega con orgoglio Jiamshid Rachtian, veneziano doc e socio di Tramè.
In più, lo Spritz viene proposto anche in versione da passeggio: “da campo” (piazza, in veneziano) in bicchiere rock di plastica rigida per essere consumato all’aperto, o “da viaggio”, confezionato tipo il caffè di Starbucks.
Per chi preferisce andare sul classico, c’è un’ottima selezione di vini (tutti segnalati dal Gambero Rosso) con prezzi al calice dai 3,50 a 6 euro e cocktail a 6,50 euro.
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Insomma, dalla colazione all’aperitivo, passando per la pausa pranzo e la merenda, ogni scusa è buona per fermarsi da TRAMÉ, a maggior ragione visto che nei prossimi verrà inaugurato il dehor di fronte dalla Basilica di San Simpliciano. L’appuntamento è per sabato 5 luglio dalle ore 18.00, per l’occasione due spritz al prezzo di uno!

A Brera è in corso una vera rivoluzione in salsa veneta: tra non molto, c’è da scommetterci, aspettiamoci di sentir parlare di “campo” San Simpliciano

Tramé
Piazza San Simpliciano – ang. Corso Garibaldi 22
20121 Milano (MI)
info@venetiantrame.it
www.tramé.it
Aperto tutti i giorni dalle 8:30 alle 22
Anche take away

Floralia

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Preparatevi a vedere il sagrato della chiesa di San Marco, nel cuore di Brera, trasformato in una serra a cielo aperto: benvenuti a Floralia, il mercatino benefico di fiori e piante che puntuale arriva ai primi sentori di autunno.
Tra i chiostri troveremo boccioli, frutti antichi, orchidee da giardino, piantine da orto, attrezzature da giardino, ma anche abiti, ceramiche, gioielli e molti libri.
Da vedere anche la mostra fotografica “Lasciare la panchina”, promossa da diverse associazioni che si occupano di chi vive ai margini della società.
Il botanico Pietro Bruni, sempre a disposizione per consigli di emergenza per le piante malate, terrà alle ore 16 il corso “rampicanti e bulbi sul terrazzo”.

Floralia
Chiesa di San Marco
Via San Marco, Milano
dalle 10 alle 18.30

Un farmacista in Erba…

Carlo Erba

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Se per caso vi capita di passare in via Fiori Oscuri, fate caso alla targa che ricorda il farmacista, imprenditore e mecenate Carlo Erba, illustre antenato del regista Luchino Visconti. Nel 1837 Erba prese in gestione l’Antica Farmacia di Brera, che tutt’ora esiste, e partecipò ai primi esperimenti che riguardavano l’uso terapeutico della cannabis, avviando nel 1849 il commercio di preparazioni galeniche a base di canapa.
Nel 1853 aprì il primo laboratorio farmaceutico in Italia e poco dopo, forte del successo commerciale ottenuto, fondò quella che con il tempo diverrà la più grande industria chimico-farmaceutica del paese: la Carlo Erba.

Il mercato dell’antiquariato di Brera

ph. simone buitoni

ph. simone buitoni

Domani 19 maggio, come ogni terza ogni terza domenica del mese, saranno una cinquantina i banchi tra via Fiori Chiari, via Brera, via Madonnina e via Formentini per il Mercato dell’antiquariato di Brera.
Più raccolto e meno inflazionato rispetto a quello dei Navigli, questo mercatino è una vera chicca per gli appassionati di modernariato, vestiti, libri, gioielli e vetri.
Girando tra i banchi non è difficile fare qualche buon affare…
Ad esempio, davanti al Jamaica trovi argento lavorato a mano e gioielli etnici da 4 euro in su. Per chi si presenta con la guida c’è lo sconto assicurato (e la dedica dell’autrice!)