(Dis)avventure gastronomiche

In un mondo ormai globalizzato sono pochi gli spazi in cui si può ancora sperimentare con piacere la diversità culturale, e uno di questi è senza dubbio la tavola.

Nonostante in passato abbia avuto qualche piccola divergenza con la cucina thailandese (dopo 40 giorni consecutivi di fried rice ho cominciato ad avere le visioni come Gesù nel deserto…), questa volta sono decisa ad avere un approccio più aperto e curioso nei confronti delle delizie gastronomiche del paese del sorriso.

Non mi riferisco, ovviamente, a scorpioni e cavallette che fanno bella mostra di sè per la strada (spesso esclusivamente per la gioia dei turisti…), ma più semplicemente a una cena che non preveda influenze occidentali.

Bando alle ciance, ecco il mio personalissimo reportage…

L’elegante ingresso del ristorante dove abbiamo cenato ieri sera, con immancabile ritratto del re e prestigiosi giochi d’acqua
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“Helllllooooooo, please take of your shoes…”
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La reception (notare lo sguardo sbigottito dell’amichevole hostess alla vista di due farang…”E mo’che vogliono questi?!”)
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L’impianto elettrico, rigorosamente a norma…
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La cucina, impeccabile
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Il frigorifero king size
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Il conto (astronomico…)
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Che ci crediate o meno è uno dei ristoranti in cui ho mangiato meglio in assoluto. E questo grazie ai consigli di una guida d’eccezione: la nostra amica KengIMG_20131108_135218

Manuale del viaggiatore squattrinato

20131028_155843Spinta dalla necessità, da un costante desiderio di fuga e dalla allettante prospettiva di risparmiare un paio di mesi di riscaldamento, ho fatto i bagagli e sono partita per l’Oriente.
Prima tappa: Bangkok.
Dovendo stare in giro a lungo e potendo contare su una disponibilità finanziaria piuttosto limitata è necessario mettere in atto da subito alcune buone pratiche…

Alla ricerca di una sistemazione economica (mannaggia quanto sono aumentati i prezzi! )
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Un’oasi per il backpacker provato dal jet leg e dalla temperatura tropicale
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Per una cena davvero low cost meglio dirigersi in locali dove trovate una buona concentrazione di gente del posto, evitando i ristoranti frequentati esclusivamente da occidentali (farang, cioè stranieri. Noi, in pratica). Il farang che si sforza di parlare qualche parola di thai è molto apprezzato…per il resto si va a gesti e gran sorrisi.
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La “città degli angeli” è percorsa dal fiume Chao Phraya e da una serie di canali navigabili: spostarsi in battello è veloce ed economico.
E la vista è spettacolare!

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E se questo non dovesse bastare a preservare le magre finanze non mi resta che…raccomandarmi a tutti i santi!
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To be continued…

Sì, viaggiare…

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Milano non è cara, se sai dove andare. E questo ormai lo sappiamo.
Ma cosa succede se devi viaggiare?
Molti considerano il viaggio un’attività dispendiosa ed elitaria. La sfida del blog in questo periodo sarà dimostrare che si può partire anche con un budget moooolto limitato e cavarsela bene, basta munirsi di una buona dose di curiosità e spirito di adattamento.
Bando alle ciance, è il momento di partire: “viaggiare non è caro, se sai come fare…”
Chi avrà voglia di seguirmi nella mie improbabili peregrinazioni lo scoprirà.

Insomma, backpacking in tacchi a spillo. Chissà che non ne venga fuori una sorta di Lonley Planet per fanatici del risparmio (cioè per chi è perennemente in bolletta).

Dove vado? Lo scoprirete presto…
per ora basti sapere che si tratta di una meta esotica.
Ma vi prego non parliamo di cervelli in fuga, non sarebbe appropriato. Casomai di galline in fuga, quello sì. Ecco, chicken run!

PS. Avvertenza per i quattro amici che mi seguono e contano sui miei consigli strampalati per vivere Milano con poco: non preoccupatevi, continuerò a dispensarne anche da qui. Ma ora più che mai conto sulle vostre segnalazioni!