Festival del Cinema di Venezia

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Milano non è cara sbarca in laguna…

Ultima tappa del “vacanze intelligggènti world tour”: il Festival del Cinema di Venezia. Anzi, per essere precisi la 70 Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
Milano non è cara, la vostra talpa, si è imbucata, ha visto chi c’era e chi no, ha raccolto impressioni a caldo sui film della prossima stagione e i gossip della laguna…

Si è molto parlato dei fischi a Scarlett Johansson per la sua interpretazione di un’aliena sexy in Under the Skin. Pare che la pessima accoglienza riservata al film dal pubblico (solitamente accondiscendente) della Sala Grande abbia irritato non poco la diva, che ha dato buca persino alla cena in suo onore…

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Valeria Golino a un incontro del premio LUX con gli altri finalisti

Alla cena organizzata giovedì sera alla Villa degli Autori per il  premio LUX viene estratto a sorte un premio: in palio c’è un romantico weekend offerto dallo sponsor in un resort nelle colline senesi. Tra i presenti c’è Valeria Golino, regista di uno dei tre film in finale, accompagnata dal fidanzato Riccardo Scamarcio. Gli invitati vengono gentilmente esortati ad aprire la scatola che hanno davanti per scoprire se sono aggiudicati la vacanza e…indovina chi vince? Scamarcio. Piove sempre sul bagnato.

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Sembra un meraviglioso fotomontaggio…e invece è solo una pessima foto!

Tra i film che ho visto in questi pochi giorni vi segnalo La prima neve di Andrea Segre e Walesa, il biopic sul leader di Solidarnosc. In attesa di vederli al cinema (confidando che vengano distribuiti…), teniamo d’occhio il programma di Le vie del cinema, la manifestazione che porta a Milano dal 16 al 24 settembre i migliori film di Locarno e Venezia.

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Un film (e un aperitivo!) da non perdere…

Ogni sera la banda di Zoran, il mio nipote scemo ci intrattiene a due passi dal Palazzo del Cinema con un vero aperitivo friulano: ombra di vino a 50 centesimi, uovo sodo a 20, vassoi di prosciutto San Daniele e tiro a freccette. E improvvisamente ti sembra di stare in un’osmiza (osteria) sul Carso: El vìn tien su la vita, l’acqua xe un funeràl.

Sabato sera in sala stampa, al palazzo del Casinò, i giornalisti seguono in collegamento la cerimonia di premiazione, twitter alla mano. Ad ogni premio assegnato si scatena il tifo da stadio. Nell’alternarsi di applausi e fischi, suscita qualche perplessità la Coppa Volpi a Elena Cotta, attrice che per tutti i 90 minuti del film “Via Castellana Bandiera” di Emma Dante se ne sta muta al volante della sua auto… molti si aspettavano che il riconoscimento andasse a Judi Dench per la sua interpretazione in “Philomena” di Stephen Frears.
Ovazione per il Leone d’Oro al documentario Sacro Gra e per il Leone d’Argento a Miss Violence.

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Milano non è cara c’era: ecco le prove

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e l’autrice…? Eccola (illuminata dal “raggio verde”…)!

Ma ora penso che una domanda nasca spontanea…come si sopravvive al Lido durante una delle manifestazioni più glamour dell’anno con pochi spiccioli in tasca?
Semplice: ordinando spritz a 2,50 euro (siamo pur sempre nel territorio della Serenissima, qui si tratta di un bene di largo consumo) e mangiando soprattutto panini (tra una proiezione e l’altra il tempo è poco!). La sera basta andare al Caribe o alla Trattoria Trento per essere sicuri di non essere taglieggiati.
E i biglietti? Se evitate le proiezioni serali in Sala Grande, quelle con il red carpet e le star in sala per intenderci, vi basteranno 12 euro, 8 se avete con voi la CartaFRECCIA di Trenitalia.

Avvertenze: Per carità, non vi sognate di ordinare un caffè alla terrazza dell’Excelsior: pare che per una misera tazzina e una bottiglietta d’acqua partano 15 euro.
Accontentatevi di dare una sbirciatina, magari cercando di entrare nel salone reso immortale da Sergio Leone in C’era una volta in America.

Festival della Mente: tutta la verità

Dalla vostra improbabile inviata, rigorosamente embedded nella realtà sarzanese, ecco il resoconto di questi giorni festivalieri.

Giovedì 30 agosto
La quiete prima della tempesta: Sarzana si prepara a essere invasa via dall’orda di “mentalisti”…

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Venerdì 31 agosto
Che la festa cominci!
Poco dopo l’inaugurazione del Festival, Paolo Giordano ci parla del complicato passaggio dall’adolescenza all’età adulta. Per descriverci come si “attraversa la linea d’ombra”, legge brani di Conrad, Salinger, Fitzgerald, Kafka e Pavese.
Timido e un po’ in imbarazzo, Giordano prima di cominciare tira fuori libri e appunti come a un esame all’università. La commissione? L’attentissimo pubblico del festival. E alla fine scatta l’applauso.
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Sabato 31 agosto
Si parla di sense of humour con Jonathan Coe (Expo 58, La pioggia prima che cada, La banda dei brocchi…) e Massimo Cirri (Caterpillar – Radio 2).
Coe, stupito della folla straripante, scatta una foto del pubblico da mostrare ai suoi figli…
“Scusa papà ma tu pubblichi libri anche in Italia?”
“Eh, veramente sì”
“E qualcuno li legge?!”
“Beh, direi di sì”
“E queste persone che comprano i tuoi libri vengono a sentirti parlare?!”
“In effetti sì, l’idea è quella…”
“Ok pà, se lo dici tu…”
Dopo averci raccontato questo aneddoto, spiega che in Inghilterra non è frequente vedere tante persone ai suoi reading.
E a quel punto, tra le risate dei presenti, si chiede: “Ma allora è impossibile che siano tutti qui per me…che sia Massimo Cirri a essere così famoso in Italia?!”
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Domenica 30 agosto
Si parla di mostre e politiche culturali con Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa (Università Statale di Milano). E’ possibile fare cultura in un altro modo, senza compromettere etica e impegno civile? Pare di sì, come dimostrano le recenti mostre da loro curate su Mantegna (Parigi, Louvre, 2009), gli artisti del Rinascimento Ticinese (Rancate, Pinacoteca Zust, 2010) e Bramantino (Milano, Castello Sforzesco, 2012). E noi non vediamo l’ora di visitare a Milano la prossima grande mostra su Bernardino Luini, di cui ci hanno parlato in anteprima qui al festival…
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Domenica 30 agosto
La creatività dell’amore. Ne discutono, da punti di vista differenti ma complementari, il filosofo Massimo Cacciari e Enzo Bianchi, priore del Monastero di Bose.
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Il pubblico del Festival
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Note di costume e società
Stefano Bartezzaghi si aggira elegantissimo in completo a righini, suscitando curiosità e sguardi di ammirazione. Ma anche qualche occhiata truce da chi non riesce mai a terminare i suoi cruciverba…(io in primis).

Bernard-Henri Lévy , fascinoso come di consueto, compare alla conferenza stampa vestito da torero: ricci sapientemente pettinati, pantaloni neri a vita alta e camicia bianca a sbuffo. Neanche Dominguìn.

La vera star del festival è Alessandro Barbero, medievista dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale. Con il suo “Medioevo da non credere” fa il tutto esaurito ogni sera (dalle 23.00 a mezzanotte, per di più, quando è altissimo il rischio sbadiglio…), scardinando i nostri pregiudizi sui cosiddetti secoli bui.

Arrivederci alla prossima edizione!

Festival delle Mente

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Scaldiamo i motori per questa coda di estate festivaliera…la prima tappa è Sarzana, dove questo weekend si terrà la decima edizione del Festival della Mente.
Con 650 eventi realizzati in dieci anni, 500 relatori coinvolti e più di 300.000 presenze nelle prime nove edizioni, il Festival della Mente è la prima rassegna in Europa dedicata alla creatività e ai processi creativi.
Come nasce un’idea? Come si sviluppa? A parlarcene saranno scienziati, filosofi, scrittori, musicisti, attori, esperti di comunicazione e storici dell’arte.
Da Paolo Giordano a Carlo Freccero, da Piergiorgio Odifreddi a Stefano Bartezzaghi, passando per Jonathan Coe, Massimo Cacciari e Antonio Marras, scopri i protagonisti di questa edizione e il programma completo degli eventi su: portale.festivaldellamente.it
Per assistere agli incontri, che si svolgono nei luoghi più suggestivi della città, è possibile prenotare i biglietti (il costo va da 3,50 a 7 euro) online sul portale del festival, oppure acquistarli direttamente in loco fino a 30 minuti prima dell’evento.

Il Festival è un’occasione per scoprire Sarzana, splendida città in quel lembo di terra dove Liguria e Toscana quasi si confondono. Ma questo è un luogo a sé: è la Lunigiana, bellezza. E i suoi abitanti ci tengono orgogliosamente a ricordarlo.
Fate un giro tra le vie del centro e lasciatevi incantare. Impossibile andarsene senza aver visto la chiesa di Sant’Andrea, uno degli edifici più antichi della città, la cattedrale di Santa Maria Assunta e l’imponente fortezza medicea.
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Milano non è cara sarà in prima fila a documentare il festival e il via vai dei “mentalisti”…e voi ci sarete?

Festival della Mente
Sarzana
30-31 agosto e 1 settembre 2013
biglietti da 3,50 a 7,00 euro
www.festivaldellamente.it

Come arrivare a Sarzana
Volete arrivare qui in maniera economica e sostenibile? Provate con il carpooling! Qui trovate tutte le indicazioni su come raggiungere Sarzana

Dove dormire e mangiare a Sarzana
Più che in albergo, suggerirei di cercare una sistemazione in B&B o in agriturismo, sul sito del festival ne trovate una lista, oltre a diversi indirizzi dove potete fermarvi a mangiare.
Tenete presente che vi trovate nel regno indiscusso della focaccina e le tentazioni gastronomiche spuntano a ogni angolo di strada…
Per una cena tipica e a prezzi pop c’è la Trattoria La Scaletta (via Bradia, 5): prenotate un tavolo sotto il pergolato e ordinate le ottime le tagliatelle al pesto, i ravioli al ragù, il coniglio alla cacciatora o l’agnello fritto.
Se potete concedervi di spendere un po’ di più, andate a colpo sicuro alla Compagnia dei Balenieri: si mangia il miglior pesce della zona. Da non perdere la zuppa (o il cous cous) di pesce!
Poco lontano, da Piceda in piazza Calandrini la cucina riprende i piatti della tradizione in maniera molto curata: chiedete a Valentina qualche consiglio sul menù.
E a dopocena tutti al Bar Massimo, dall’altra parte della piazza, per il bicchiere della staffa.

La Costa Azzurra non è cara…se sai dove andare!

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Cap D’Ail

Coniugare le parole “Costa Azzurra” e “risparmio” all’interno della stessa frase può sembrare quantomeno un azzardo, ma a noi piacciono le sfide.
Come ripeto spesso, non è difficile spendere poco nel baretto di periferia, il discorso è diverso quando si tratta di non rinunciare a nulla anche quando sembra impossibile evitare il salasso.
Ecco perché in questo post ho scelto di parlare di una meta notoriamente ostica e dispendiosa…me la sarei potuta cavare consigliandovi di andare in vacanza a Ostia Lido (località, peraltro, molto divertente e tutt’altro che disprezzabile), e invece no, oggi mi voglio rovinare.
Dunque, si diceva, la Costa Azzurra, località che nell’immaginario ci fa pensare a Picasso con la maglietta a righe; Grace Kelly al volante in “Caccia al ladro”; Brigitte Bardot, perennemente imbronciata, al braccio di qualche playboy; Jane Birkin con la borsa di paglia e Serge Gainsbourg al seguito…insomma a tutto il corollario della Dolce Vita in salsa francese.

Ebbene, nonostante il luogo abbia fama di meta esclusiva, anche qui il modo di risparmiare c’è: basta avere qualche accortezza.
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La bellissima Villa Thalassa, affacciata sulla scogliera di Cap d’Ail, ospita il Relais International de la Jeunesse. Le docce e i bagni sono in comune (ricordatevi di portare gli asciugamani!), le sistemazioni piuttosto spartane, ma la vista è davvero impagabile. In più potete contare su WiFi gratuito e un’abbondante colazione compresa nel prezzo.
E’ bene avvisarvi che vige la politica del lock-out: le camere chiudono dalle 10.00 alle 17.00, quindi ricordatevi di portare con voi tutto il necessario per la giornata.
Nel complesso il rapporto qualità prezzo è davvero buono: il posto in dormitorio parte da 20 euro a notte e con un piccolo contributo (circa 12 euro) si può anche cenare.
Le camere sono da 4, 6, 8 e 10 letti: l’ideale è partire in gruppo e dividere la stanza con gli amici.
Per maggiori informazioni: www.clajsud.fr

Ora che avete trovato una sistemazione potete godervi il mare: la spiaggia di scogli è libera ed è difficile trovare ressa persino nei giorni di Ferragosto.
Per il pranzo optate per un picnic: con una spesa contenuta potete comprare frutta, una baguette croccante e un pezzo di “socca” (la cugina francese della farinata ligure) in paese e consumare il pasto sul lungomare nell’area attrezzata  con panche e tavolini all’ombra di pini marittimi. I più organizzati portano con sé tovaglie, borse termiche e bibite ghiacciate.
Quando ne avrete abbastanza di tuffi e sole, da Cap d’Ail potete raggiungere Monte-Carlo con un bellissimo percorso panoramico sul mare.

Vi suggerisco di fare un giro e visitare Villefranche sur Mer, un borgo marinaro che ospita un’importante fortezza, residuo di quella cintura fortificata che prima dell’arrivo di Napoleone presidiava il confine tra la Francia e lo Stato Sabaudo.
Proprio da queste parti in una calda estate del 1971 nella villa di Nellcôte vede la luce uno degli album più belli della storia del rock: Exile on Main Street. I Rolling Stones, in “esilio” fiscale dalla Gran Bretagna, approdano in questa magnifica villa e nei sotterranei registrano il disco di Tumbling Dice, Rocks Off, Shine a Light e Sweet Virginia, tra gite in barca e sortite a Montecarlo (“Ci portavamo i bimbi in macchina di sera per farli addormentare…”ricorda Anita Pallenberg).

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Photo: Dominique Tarlé

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Photo: Dominique Tarlé

Se ordinate il classico Pastis o la Panaché (birra e gazzosa) l’aperitivo vi costerà pochi spiccioli. Io consiglio di fermarvi all’Escalier, che ha prezzi onesti e vista sul porto.
Se decidete di cenare fuori, prediligete le brasserie ai ristoranti: per una insalata “chèvre chaud” o un piatto di “moules marnières avec frites” (cozze e patatine) ve la caverete con 10-12 euro. In alternativa, sulla costa ci sono molti ristoranti etnici, eredità di un passato coloniale ancora ben presente: allora via libera alla cucina vietnamita o magrebina.

Nel caso vi fermiate qualche giorno vale la pena fare un salto a Nizza. Consiglio di andarci in treno: i collegamenti sono rapidi e frequenti ed eviterete il traffico e i costi salatissimi del parcheggio. Se capitate di lunedì non potete perdere il mercato delle pulci nella città vecchia, mentre il martedì e il venerdì sera per gli appassionati di tango l’appuntamento è nel piazzale davanti al Museo d’Arte Contemporanea per la milonga libera e gratuita (dalle 21.30 alle 00.30 circa). 17082013209
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Ci sono tutti i presupposti per una splendida vacanza (rigorosamente low cost), ma perché sia davvero perfetta ricordatevi di portare con voi la protezione solare, un buon libro e la compagnia dei vostri migliori amici.

Le Cinque Terre: Riomaggiore

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All’arrivo un cartello stradale vi informa:

CINQUE TERRE
Gemellato con
LA GRANDE MURAGLIA CINESE

Forti di queste premesse (è tutto vero…) si attraversa una galleria e si apre uno dei paesaggi più belli al mondo, tanto da essere dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.
Cinque borghi o, come si diceva un tempo, “terre” che punteggiano il frastagliato e selvaggio tratto di costa nei pressi di La Spezia, solo mare e vigneti arrampicati su colline aspre e accidentate: Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore.
Consiglio di cominciare proprio da quest’ultima: meta amatissima dagli stranieri (è più facile sentir parlare inglese o francese piuttosto che italiano!), Riomaggiore è un borgo di case colorate che si estende su due vallate separate dalla ripida costa di Campione (Canpiòn), sulla cui parte inferiore sorge il castello. La leggenda vuole che a fondarlo fosse un gruppo di profughi greci che nell’VIII secolo approdarono qui per sfuggire alle persecuzioni dell’imperatore iconoclasta Leone III di Bisanzio.
Passato indenne dal dominio genovese a quello napoleonico, finito nel Regno di Sardegna e successivamente nel Regno d’Italia, il paese è cambiato ben poco nel tempo, mantenendosi quasi intatto fino alla costruzione della ferrovia alla fine del XIX secolo. Ma è soltanto con la realizzazione della strada negli anni Sessanta che il borgo esce definitivamente dall’isolamento che aveva mantenuto per secoli.
Prendetevi un po’ di tempo per esplorarlo con calma e perdervi nei suoi vicoli.

Per ritemprarvi dopo la visita (le pendenze richiedono polmoni d’acciaio, ma vi faranno guadagnare glutei marmorei…) dribblate i ristorantini e dirigetevi in friggitoria. La migliore, secondo me, è Il Pescato cucinato dove con 8 euro vi assicurate una deliziosa frittura mista (totani, gamberi, baccalà, cozze e acciughe di Monterosso) perfetta per due persone.
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Satolli e contenti andate a rosolarvi al sole.
Per tuffarvi nel mare cristallino potete scegliere la piccola spiaggia di sassi o gli scogli che la precedono. Se avete velleità di pesca, non fatevi ingannare: siete in un’area marina protetta e le multe sono salatissime…

Dettagli logistici
Come raggiungere Riomaggiore: da Milano si arriva comodamente in treno, la stazione è nel centro del paese ed evitate le noie (e i costi salati) del parcheggio.
Dormire: nonostante il paese sia minuscolo, trovate moltissimi affitta camere, dai più pittoreschi con la vista sul mare a quelli più spartani ed economici. Qualche esempio? Camera per due + posto auto a 60 euro a notte.

Per spostarvi e visitare gli altri borghi delle Cinque Terre potete utilizzare il battello, il treno o i bellissimi percorsi panoramici.